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1 ottobre 2015

Nuovo riconoscimento per il Sauvignon Zuc di Volpe 2014 che riceve nuovamente i prestigiosi 5 grappoli di Bibenda. Cogliamo l’occasione per condividere con tutti voi questa grande soddisfazione

30 settembre 2015

Il Sauvignon Zuc di Volpe 2014 si riconferma una delle eccellenze del Friuli enologico secondo l’Associazione Italiana Sommelier che gli riconferma le 4 viti dell’eccellenza sulla guida AIS 2016. Un grazie in particolare agli uomini ed alle donne dell’associazione italiana sommelier del Friuli Venezia Giulia che con passione e competenza raccontano il nostro territorio e le sue molteplici sfumature.

10 settembre 2015

Quest’anno la guida Slow Wine 2016 ha voluto premiare il nostro Pinot Bianco Zuc di Volpe 2014 con il riconoscimento di “Grande Vino”. Slow Wine ha inoltre voluto nuovamente assegnare a Volpe Pasini il riconoscimento “Bottiglia” per aver espresso un’ottima qualità media su tutte le bottiglie prodotte. Entrambi questi premi ci confermano che la direzione imboccata per perseguire sempre l’eccellenza qualitativa è assolutamente la strada giusta da percorrere.

4 settembre 2015

Il Sauvignon Zuc di Volpe 2014 si conferma per la sesta volta di fila, ottava in totale, vino da Tre Bicchieri per la prestigiosa guida del Gambero Rosso. Un riconoscimento che ci rende ancor più orgogliosi essendo tra le pochissime cantine italiane a raggiungere questo ambitissimo risultato su una varietà famosa e riconosciuta in tutto il mondo come il Sauvignon Blanc.

1 settembre 2015

Il Sauvignon Zuc di Volpe 2014 raccoglie il fantastico punteggio di 95 punti dalla Guida Essenziale dei Vini d’Italia di Daniele Cernilli edita da Mondadori. Figlio di una annata fredda e difficile il Sauvignon si conferma ancora una volta un vitigno che si adatta incredibilmente alle caratteristiche del Friuli Venezia Giulia ed al suo clima nordico. Infine per la prima volta l’azienda raggiunge l’ambitissimo traguardo delle 3 stelle, simbolo dell’eccellenza delle migliori aziende vitivinicole italiane che hanno scritto e che continuano a tracciare la storia dell’enologia italiana.